Missione in Giordania
Tre anni al fianco dei bambini di Karak, con l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
Il nostro impegno
Nel 2024 ci siamo impegnati a sostenere per almeno tre anni la missione dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù all'Ospedale italiano di Karak, in Giordania, con 20.000 euro all'anno. Il primo versamento è del 2024, seguiti da altri due versamenti nel 2025 e 2026. È il progetto con cui l'associazione ha cominciato a lavorare, e i fondi coprono soprattutto i viaggi e la permanenza dei medici italiani.
«La Giordania era forse il più bel viaggio che aveva fatto due anni fa, e l'idea di portare formazione in terre lontane e lo sviluppo di un Paese attraverso lo studio uno dei suoi valori più profondi.»
Enzo Parini, presidente dell'associazione, ad Avvenire
L'Ospedale italiano di Karak
Karak è una città del sud della Giordania, a circa 140 chilometri da Amman. Il suo Ospedale italiano è gestito dalle Suore Missionarie Comboniane dal 1939. Dal 2013 il Bambino Gesù vi manda i suoi specialisti: in dieci anni hanno preso in carico più di 800 bambini e fatto circa 2.300 visite, come hanno raccontato ANSA e Vatican News nel luglio 2024.
Cosa fanno i medici
Le missioni si concentrano sui bambini con disturbi neuropsichiatrici e neurologici, che in quella zona faticano a trovare uno specialista. Dal 20 al 28 giugno 2024, nella prima missione sostenuta da noi, i neuropsichiatri infantili hanno visitato 45 bambini, 30 dei quali già seguiti negli anni precedenti. A luglio è partita una seconda missione, dedicata alla neuroriabilitazione.
Il progetto si sviluppa in diverse fasi interconnesse. Medici specialisti italiani visitano regolarmente Karak per fornire cure dirette ai piccoli pazienti, offrendo trattamenti medici avanzati e formando il personale sanitario locale attraverso sessioni di training on the job. Questo approccio permette ai medici giordani di acquisire nuove competenze, garantendo così una continuità nell’assistenza ai pazienti anche dopo la partenza dei medici italiani.
Un altro aspetto cruciale della missione è la formazione delle famiglie. Spesso, i genitori di bambini con disturbi neuropsichiatrici si trovano disarmati di fronte alle sfide quotidiane. La missione prevede quindi sessioni di parent training, in cui le famiglie vengono educate a gestire al meglio le necessità dei loro figli, migliorando così la qualità della vita dei bambini anche al di fuori dell’ospedale.
Inoltre, la missione si avvale di tecnologie moderne per garantire un supporto continuo anche a distanza. Attraverso consulenze online, i medici italiani possono collaborare con il personale locale per affrontare i casi clinici più complessi, superando le barriere geografiche e assicurando che i piccoli pazienti ricevano sempre l’attenzione necessaria.
Questa missione rappresenta un esempio concreto di come la cooperazione internazionale possa portare a risultati duraturi, migliorando non solo la salute dei bambini, ma anche il tessuto sociale della comunità locale.



Perchè questo impegno riflette i nostri valori
L’Associazione Alessandro Parini è nata per perpetuare i valori che hanno sempre ispirato Alessandro: solidarietà, altruismo e impegno per il bene comune. Sostenere la missione in Giordania è per noi un modo naturale di esprimere questi valori, in un contesto che Alessandro aveva a cuore.
Durante uno dei suoi ultimi viaggi, Alessandro aveva potuto osservare da vicino le sfide che la Giordania affronta quotidianamente. Siamo convinti che sostenere questa missione sia esattamente ciò che Alessandro avrebbe voluto: migliorare la vita di tanti piccoli pazienti e delle loro famiglie. Grazie alle attività di formazione del personale sanitario e delle famiglie, il nostro impegno in Giordania si radica profondamente nella nostra missione di promuovere l’inclusione sociale e l’educazione, anche nelle situazioni più complesse.

Il viaggio di Alessandro in Giordania.
La scelta di sostenere questa missione riflette il nostro impegno verso una solidarietà senza confini. Crediamo fermamente che ogni bambino, indipendentemente da dove sia nato, abbia diritto a una vita dignitosa e a un futuro pieno di opportunità. Per questo, ci siamo impegnati a supportare l’Ospedale Bambino Gesù in questa iniziativa, che non solo offre cure mediche di eccellenza, ma contribuisce anche a rafforzare il sistema sanitario locale.
Siamo grati a tutti coloro che hanno scelto di sostenere questa causa insieme a noi e siamo determinati a portare avanti il sogno di Alessandro.
Un nome che resta
Oggi all'Ospedale italiano di Karak una targa in arabo e in inglese ricorda Alessandro e ringrazia l'associazione per il sostegno alle missioni del Bambino Gesù e alla formazione del personale locale.

La targa dedicata ad Alessandro all'Ospedale italiano di Karak.
Hanno scritto di questa missione
Avvenire, 2 luglio 2024: «Morì in un attentato, nel suo nome saranno curati i bambini in Giordania»
ANSA, 2 luglio 2024: «Missione del Bambino Gesù in Giordania, 800 pazienti in 10 anni»
Vatican News, luglio 2024: «Giordania, nuova missione del Bambino Gesù nell'ospedale di Karak»
Corriere della Sera: «Dal Bambino Gesù alla Giordania per Alessandro» (vedi sotto)
Le schede ufficiali dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e della Fondazione Bambino Gesù
